Croce di lame

(J. M. Cano - Testo italiano di M.Luberti)

 

figlio della luna

 

Alle quattro si chiude il locale

del "33"

però Mario non torna a casa se

non ha chiuso quei conti di cassa

sta fino a che

spunta il sole e la notte va via

mentre Maria

si è svegliata già

e già la casa

sa del suo caffè

e lo aspetta quel po' svestita

 

Mario arriva distrutto e saluta

non ce la fa

come un sasso poi s'addormenterà

e Maria si guarda allo specchio

si trucca un po'

ma rimane repressa nel sesso

corre al lavoro

la solita corvé

quando rincasa

solo il letto c'è

taciturno per il suo turno

 


Croce di lame per infedeltà

rabbia che cola sugli occhi e nel cuore

sangue che tinge d'amore il giorno che va

 


Non essendoci stata retata lì

nel "33"

Mario intorno alle quattro già non c'è

per la strada sorprende coppiette

nell'ombra che

si regalano un ultimo bacio

povero Mario

forse già mori

quando li vide

quando poi scoprì

che Maria era in compagnia

 


Croce di lame per infedeltà

rabbia che cola sugli occhi e nel cuore

sangue che tinge d'onore il giorno che va

 


Su di Mario tre croci cadute

una alla fronte

lo distese lì

l'altra nel petto

che poi lo finì

e la terza nel notiziario

fatto passare per la verità

"Drogati uccidono Mario per strada

mentre la moglie guardava un poco più in là"

 


e invece

Croce di lame per infedeltà

rabbia che cola sugli occhi e nel cuore

sangue che tinge d'onore il giorno che va.

 

 

Duración: 5:01

Arrangiamenti di: José María Cano con la collaborazione di Manel Santiesteban.

 

 

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